Padroni e fascisti tremate: i banditi sono tornati!

achtung_banditen2016

Seconda edizione del festival antifascista  della capitale, un appuntamento che unisce l’alegria alla lotta e destinato a diventare un vero e proprio punto di riferimento per il confronto e la sperimentazione delle diverse modalità con cui praticare l’antifascismo ai giorni nostri…                                                                                                                                                                                                                                       

In un momento delicato come questo, in cui il fascismo, non ha più bisogno di infiltrarsi dalla porta di servizio, ma viene sdoganato sia attraverso il crescente spazio mediatico e istituzionale che gli viene concesso, sia mediante le pratiche assolutistiche dei nostri governanti, orientati a ritenere il consenso popolare nient’altro che un optional, un appuntamento come l’Achtung Banditen  Festival è una manna che cade dal cielo.

Sia perchè esso avviene in una città come Roma, da sempre laboratorio dell’estrema destra, nonchè centro nevralgico di gran parte degli oscuri magheggi e finanziamenti della galassia nera, ma ancor di più perchè esso si svolgerà nell’università, uno dei pochi luoghi ancora popolati da ribelli in cui poter coltivare pensieri liberi e non convenzionali e proprio per questo sotto attacco da più parti.
E’ proprio per reagire a questa ed a tutte le altre iniziative repressive e ai conseguenti teoremi che c’è bisogno di banditi che infestino le strade dei nostri quartieri, le stesse che qualche sceriffo vorrebbe vedere normalizzate e popolate dalla rassegnazione diffusa.
Per rispondere colpo su colpo agli improvvisati giustizieri e al loro stuolo di lacchè, chi ha organizzato questo festival ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia necessario coniugare l’aspetto prettamente militante, attraverso il confronto delle pratiche diffuse in tutta Europa, con quello culturale in modo da saper respingere l’ondata revisionista che nel nostro paese ha il compito neanche tanto occulto di criminalizzare la Resistenza comunista e riabilitare il fascismo (quello che nel secondo millennio bruciava i libri e nel terzo li cosparge di coca cola…)  in nome di una fantomatica memoria condivisa, ma soprattutto per ricordare a tutti noi che abbiamo già vissuto periodi oscuri in cui eravamo dominati dall’arroganza e che quei periodi si sono risolti appendendo pubblicamente in piazza a testa in giù chi impersonava tutta questa tracotanza.
Ma per non rendere tutto ciò lettera morta, incomprensibile a quella base popolare che è il vero destinatario di questo messaggio, questi due ambiti si devono saldare anche con quello più autenticamente sociale, per rimarcare attraverso lo sport dal basso e altri momenti di aggregazione che nei nostri quartieri, quelli da cui deve necessariamente partire la nostra riscossa, non ci potrà mai essere cittadinanza per chi sparge odio, guerre tra poveri e accoltella la gente  e che poi si rivela nient’altro che il cane da guardia del grande capitale.
Probabilmente, nulla meglio di questo festival riesce a colpire nel segno e a giocare d’anticipo, puntando sull’offensiva  e scardinando quindi le tipiche posizioni di arroccamento in difesa di cui si è abusato all’inverosimile negli anni passati coi risultati sotto gli occhi di tutti.
Non resta che augurare lunga vita all’Achtung Banditen Fest e alla memoria che esso si prefigge di difendere con ogni mezzo necessario: quella di Renato, quella di Dax di Killah P, di Carlos di Clement e di tutti quelli che nonostante ci continuino a dire che il fascismo è morto e sepolto hanno trovato la fine dei loro giorni per mano di questi rifiuti della storia, ma che vivranno sempre nei nostri ricordi fino a quando a difenderli ci saranno questi banditi pronti a scendere nelle strade!
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