Oggi il mare domani… il cielo! Vota “Sì” per non fermare soltanto le trivelle

trivelloPerchè non è questione di appellarsi al dovere civico del voto, visto che raramente come in quest’epoca l’astensione ha assunto un significato prettamente politico e rivendica l’irrappresentabilità di una fascia di popolazione che se da un lato appare ineluttabilmente tagliata fuori dai cicli di produzione, dall’altro ha deciso di non credere al carrozzone elettorale, (almeno fino a quando questo veniva gentilmente concesso dalle classi dirigenti), preferendo la partecipazione attiva alle lotte quotidiane nei territori e sui posti di lavoro, visto che hanno dimostrato più volte che l’esito di un referendum si può ribaltare in qualsiasi momento ( e l’esempio di quello sull’acqua pubblica dovrebbe essere illuminante…)

 

Non si tratta semplicemente di “salvare il nostro mare”, visto che  in mezzo a tanta disinformazione o peggio ancora informazione manipolata , quello che si è capito è che gli effetti tangibili di questo voto non saranno immediati, ma si avvertiranno dopo la fine delle concessioni attuali. Forse, dal punto di vista tecnico, il nodo più importante è proprio quello delle concessioni, delle franchigie, delle royalties e  del monopolio che di fatto si instaurerebbe in ambito estrattivo speculando ulteriormente su quelli che vengono ancora definiti “beni comuni”.

Ma al di là di un referendum che, a differenza di quanto si possa dire, è molto meno tecnico e più politico di quanto sembri, quello che conta è dare un segnale di vita e di dignità, a chi ci vorrebbe sudditi già narcotizzati ed abituati alla tracotanza di un Premier e di un governo che, senza passare per le urne elettorali, svolge il ruolo di curatore fallimentare, inviatoci da Bruxelles, di un paese alla mercè dei poteri forti e del loro stuolo di lacchè e destinato al ruolo di colonia che, ironia della sorte rivendica l’astensione, ma non in chiave di democrazia diretta, ma per rivendicare una visione tecnocratica.

Pazienza se anche questo referendum diventerà lettera morta, se nel votare “Sì” bisognerà tapparsi il naso per la puzza emanata da altri soggetti che voteranno come noi, se i lobbisti riusciranno a farla franca per l’ennesima volta. Ben venga se questo sarà il prezzo da pagare per convincere anche i più sinceri democratici che ormai non c’è spazio per la mediazione sociale, che il tempo dell’illusione della democrazia rappresentativa è giunto al termine perchè da una parte c’è un establishment arroccato sui suoi privilegi e, tutelato dai caschi e dai manganelli delle forze dell’ordine sembra disposto a dare giusto qualche contentino ai suoi servi più fedeli e dall’altro una popolazione allo stremo che viene spremuta e  umiliata di continuo che solo attraverso la partecipazione attiva il rifiuto della della delega e la lotta quotidiana potrà scompaginare quello che sembra un copione già scritto… ORA O MAI PIÚ!

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