Degage all’assalto del cielo [pt.3]

famo a capisse
Terza e ultima (forse…) parte del racconto integrale “Degage all’assalto del cielo”, pubblicato in forma ridotta nell’ultimo numero di “Laspro” (Marzo-Aprile 2016).
Per leggere i primi due episodi cliccare qui e qui

 

[Il terzetto di dèi “diseredati”, composto da Vulcano, Discordia e Bacco, progetta la vendetta ai danni dei loro parenti più nobili rimasti sul Pantheon; durante i loro discorsi scendono nel “mondo di sotto” trovandosi davanti un corteo che fronteggia la polizia non senza difficoltà e solo l’aiuto di Vulcano rivolgerà la situazione a loro vantaggio. Dopo la colluttazione viene il momento delle presentazioni tra il terzetto e i manifestanti…]

 

[…] «A Vulcà lascia fare me» interruppe prontamente Discordia prima che la situazione degenerasse «Bella regà! ve volemo conosce’

«Ah no, so’ i soliti giornalisti in cerca de scoop! ANNATEVENE!»

«Veramente noi saremmo tre dèi esiliati dal Pantheon e vogliamo farla pagare agli altri dei»

«Me cojoni! No rega’ tranquilli, so’ solo tre sciroccati a cui ‘sto caldo ha dato alla testa più del normale!»

«Ehmmm… No, forse non ci siamo capiti, siamo Vulcano, Discordia e Bacco»

«Sì, e noi siamo Giove, Marte e Ven…»

«Fermateve! Non trascendiamo che è meglio, non fatemi girare i cinque minuti! Non credete a quello che dico? Bene! adesso vi darò una dimostrazione di chi è Vulcano, il dio del fuoco!»

E a un tratto, due torce ampiamente consumate durante la colluttazione precedente, ripresero vita in una vampata poderosa.

«Gajardo! Ma che davero sei un dio?» domandò uno dei ragazzi, forse quello più soggetto a esperienze esoteriche e psichedeliche «E perchè siete qui?»

Dopo una sommaria spiegazione di quanto avvenuto su al Pantheon, spettava a Vulcano e ai suoi soci, chiedere chi fossero gli interlocutori.

«Noi siamo DEGAGE!»

«Dechè???» chiese un po’ perplesso Vulcano

«DEGAGE!» rispose un po’ stizzito uno dei ragazzi

«E che cazzo de nome è?» rispose il dio

«Ao’! Famo a capisse! Te chiami Vulcano, quella se chiama Discordia e quell’altro che sta vomitando dietro il muretto, Bacco, e adesso il nome strano sarebbe Degage? E abbi pazienza, suvvia!!»

«Beh diciamo che non avete tutti i torti… Comunque, insomma che fate, chi siete?»

«Ah Vulcà, però nun te mette a fa’ la guardia con ‘sto tono inquisitorio! Siamo universitari che hanno occupato un posto vuoto da anni e che hanno dato un tetto a molti ragazzi che altrimenti non se lo sarebbero potuto permettere; abbiamo sostenuto tutte le lotte che ci sembravano legittime in questa città e in questo paese: per il diritto alla casa, per quello allo studio, per la tutela del nostro territorio e contro le speculazioni. Siamo stati a fianco dei facchini che protestavano per delle condizioni di vita più dignitose, così come siamo stati a fianco dei migranti che scappavano dalla guerra e dalla fame; siamo sempre stati e lo saremo sempre dalla parte degli sfruttati, dei discriminati e dei poveracci, e questa nostra natura ci ha portato a essere odiati dai potenti, dai palazzinari, dai politici, dai fascisti e dalle guardie. E Vulcà, fidate, in questi anni gli abbiamo messo davvero paura: abbiamo partecipato agli “Tsunami tour” in cui sono stati occupati  oltre una ventina di palazzi, abbiamo messo in fuga i nostri nemici in piazza più di una volta e centimetro dopo centimetro, spinta dopo spinta, abbiamo conquistato i nostri diritti e quelli di tutti i dannati della terra. Abbiamo sfidato ogni logica che ci diceva di accannare, abbiamo sfidato il presente e il nostro destino che ci diceva che non era per noi fare quello che abbiamo fatto, abbiamo portato il disagio delle periferie davanti agli occhi delle signore impellicciate del centro che altrimenti si sarebbero rifiutate di vederlo; ma soprattutto abbiamo creato rapporti umani, siamo diventati amici e amiche, uomini e donne maturando insieme, abbiamo unito nel nostro interno il pensiero e l’azione, i poeti e i guerrieri, perchè noi non siamo professionisti della violenza! Siamo solo ragazzi come tanti altri a cui brucia il culo che qualcuno, dalla sua poltrona, possa decidere del nostro futuro! Non vogliamo fargliela passare liscia! Non sappiamo restare immobili davanti alle ingiustizie, siamo i frutti avvelenati di questa metropoli! E fino a quando abbiamo tenuto, ce l’abbiamo fatta, poi sono cominciate le denunce, gli arresti, la riscossa delle guardie fino allo sgombero, in cui hanno usato degli strumenti nuovi per scardinare le nostre difese! Ci hanno massacrato coi manganelli anche quando eravamo ammanettati e ci ridevano in faccia mostrando tutta la cattiveria di cui sono portatori, hanno messo telecamere ovunque, controllavano in ogni dove! E lo sai perchè? Non tanto per quello che abbiamo fatto noi, ma perchè abbiamo fatto vedere a tanta gente, genitori sul lastrico, precari e studenti, qual è la strada da percorrere, e soprattutto che si può percorrere!» 

Al suono di queste ultime frasi, un brivido freddo percorse la schiena di Vulcano, «Oh cazzo, ma vuoi vedere che si stanno riferendo ai miei regali per i soldatini di Marte e  le telecamere che mi ha chiesto quell’eunuco di Apollo?» pensò il dio tra sè: «Ah regà fermateve n’attimo ve devo da di’ ‘na cosa che forse nun ve piacerà!»

«Ah Vulcà! Tranquillo pe’ Bacco che sta ballando sui tavoli, c’è gente dei nostri che sa fare molto peggio!»

«No rega’, è ‘na cosa seria. Dunque, ogni aspetto della vostra vita terrena dipende da noi. Ad esempio: Marte è quello che manovra gli eserciti e i celerini; Apollo si occupa di telecamere e cimici,  TIPO QUESTA!!» – SBAM!-  e dalla sua mano partì un raggio di fuoco che incenerì una scatola dalla quale effettivamente caddero, tra lo stupore dei giovani, quelli che erano i resti di una ricetrasmittente  «ve stavo a di’ che ad esempio quella racchia dè Minerva è quella che gestisce la polizia e l’università; Giove, che ve lo dico a fare, è quello che muove tutti i potenti… Come avrete capito io sono… cioè, ero il loro fabbro, il loro manuale. ed in più sono sposato con Venere che…

«Ma chi, tu? Con Venere? Ahahahhaha» interruppe un po’ sfaciatamente uno dei ragazzi

«Ah Marlon Brando dei poveri e famme parlà che so’ serio!» riprese Vulcano «Dunque dicevo che lei impersona la bellezza, il decoro urbano, e adesso che faccio mente locale e mi sono confrontato con voi, mi rendo conto che mi hanno fatto amare la bellezza solo per fabbricare armi di difesa del bello e dei potenti. Fabbricare armi contro di voi e in generale contro tutti quelli che non rientravano in quei canoni e che volevano cambiare lo status-quo.»

 «Quindi, se quelli mi hanno massacrato coi tonfa in 15 contro uno è merito tuo? Ma limortaccitua!!!» Gridò uno dei ragazzi visibilmente incazzato.

«Calma tutti» entrò nella discussione Discordia «sì che voi di odio e di rabbia ne avete tanto che quasi mi sento una pivella in paragone! Ma adesso litigare tra di noi non serve a nulla. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: fargliela pagare ai potenti, che come stiamo cercando di spiegarvi non sono quelli che pensate voi, ma stanno molto più in alto, nel mondo di sopra… al Pantheon!!»

«Sì e mò annamo al Pantheon a scontracce co’ Giove, magari poi de slancio caricamo Odino e Anubi… Ma che state a di’???» – si levò una voce indistinta dal gruppo dei ragazzi.

«Eddaje rega’! Ascoltate Vulcano e ricordatevi che siamo dei anche noi!» Chiosò Discordia.

«Quindi come stavo cercando di dirvi, io conosco tutte le loro armi, e vi assicuro che loro hanno fatto un grosso errore: quando mi hanno cacciato dal Pantheon non sapevano che avevo appena ultimato una nuova apparecchiatura che è in grado di aprire ogni serratura e di risigillarla in men che non si dica. Anche al Pantheon! Ora, io mi rendo conto che è una missione quasi impossibile, che non è affatto detto che riusciamo a cacciarli tutti e che molti di voi potrebbero avere paura…»

«Ma che te pensi? che stai a parla’ coi Papaboys?? Noi siamo Degage! Se le cose non sembrano impossibili, se i potenti non sono troppi potenti, le cose nun ce piacciono

«Stamoce regà!» sigillò il discorso la dea «domani andremo all’assalto del Pantheon, nel luogo e nel momento in cui meno se lo aspettano!» e da lì si levarono grida di entusiasmo generale e i cori che da sempre hanno accompagnato e contraddistinto i ragazzi di Degage nei loro cortei.

«Sì, ma siccome domani non si sa come andrà a finire, oggi per sicurezza conviene fare festa come se non ci fosse un domani!» Rispuntò Bacco in compagnia di un paio dei più “guasconi” tra i ragazzi, e prima ancora che arrivasse una risposta ufficiale partirono i brindisi, la  musica e il divertimento.

La serata trascorse piacevolmente, tra scene indimenticabili – che tuttavia è meglio evitare di ricordare per tutelare il pudore delle tre divinità, –  e confronti su tutti i temi… Del resto due gruppi così diversi avranno avuto moltissime cose da raccontarsi.

Dopo un sonno riparatore, scoccò l’ora X.

Tutti erano pronti, e nonostante i bagordi di poco prima, erano carichi per questa giornata campale. Decisero di sparpagliarsi e di arrivare in piccoli gruppi sotto l’ingresso del Pantheon: chi prese i mezzi, chi arrivò con gli scooter, chi addirittura a piedi e chi come il “trio divino” si… materializzò lì e basta.  L’aria era carica di quella tensione positiva di chi sa che sta andando a riscrivere la storia, e che è consapevole che se qualcosa fosse andata male, le conseguenze sarebbero state irreparabili. Insomma, nulla di nuovo per chi ha deciso di dedicare la propria vita alla lotta… Quando il cancello fu a qualche metro di distanza, il gruppo si compattò e, come sempre succede in queste situazioni ,vennero accesi i fumogeni, solo che questa volta ci pensò Vulcano. L’assalto al mondo di sopra poteva avere inizio! Gli addetti alla penetrazione cominciarono a bardarsi e…

ADESSO TUTTI VI ASPETTAVATE DI LEGGERE LA FINE DELLA STORIA, MI DISPIACE DELUDERVI,
MA  “FAMO A CAPISSE!”, DEGAGE E’ UNA STORIA CHE ANCORA NON HA CONOSCIUTO LA PAROLA FINE E LE PARTI MIGLIORI DEVONO ESSERE ANCORA SCRITTE DA NOI E DA VOI…INSIEME!              
GIA’ A  PARTIRE DAL CORTEO DI DOMANI ALLE H.16.00 A LARGO AGOSTA
PER RIPRENDERCI CIO’ CHE CI HANNO TOLTO!!!

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