Degage all’assalto del cielo [pt.2]

DEGAGE

Ecco la seconda puntata della versione integrale del racconto “Degage all’assalto del cielo” uscito per la scorsa edizione di Laspro ( Marzo-Aprile 2016). 
Dopo una giornata di duro lavoro al cancello del Pantheon, vulcano torna a casa a trova sua moglie Venere intenta a tradirlo con Mercurio e Apollo, ne nasce una colluttazione in cui i valori conservatori degli dèi più nobili avranno la meglio sullo sfruttato Vulcano che verrà scaraventato fuori dal Pantheon tra propositi di vendetta e un nuovo incontro…

 

 

[…]  «E basta! Ancora a grida’ stai? Hai delirato fino a 5 minuti fa, ti sei appena risvegliato e hai già ripreso?» Una voce femminile interruppe il monologo di Vulcano.

«Ma che vuoi? Chi sei?»

«Non mi riconosci? Ho capito che non ci vediamo da un po’, ma difficilmente puoi dimenticarti di me… Sono Discordia!»

«E mò che vuoi? Solo te ce mancavi!»

«Hey, dio della tecnica, parla come si deve, che se non era per la sottoscritta quelli ti avrebbero finito, ma fifoni come sono, è bastato materializzarmi davanti a loro per intimidirli e farli andare via. Sono sempre stata tenuta fuori dal Pantheon, perchè mi temono, ma quando ho sentito tutto quel casino non ho resistito alla curiosità e mi sono affacciata. E poi, diciamoci la verità, se vuoi fargliela pagare a quella massa di figli di papà con la puzza sotto il naso, devi per forza affidarti alla dea della discordia e dell’odio, o credi che basterà fare vedere che hai ragione per cambiare le cose, come pensano i terrestri?»

«Effettivamente, non ha tutti i torti, e poi, ormai non ho nulla da perdere, inoltre in due…»

«Veramente ci sarei anch’io! HIIIIIC!» – Questa volta, davvero non si capiva da dove provenisse tale voce, interrotta da un suono simile a un singhiozzo.

«Un cespuglio parlante? e che cazzo siamo diventati, gli Atzechi? Questa è Roma!!»

«A Vulcà! Te sarai anche il dio della tecnica, ma quanto a perspicacia, lascia stare!» – Il cespuglio sembrava quasi gonfiarsi, fino a quando da esso non emerse, barcollante, una figura visibilmente alticcia.

«E tu che ci fai qui? Oh, Perbacco…»

«Ma te sembra il momento de fa ‘ste battute da fagiano?» Rispose il nuovo arrivato.

«Eh lo so, ma era da una vita che sognavo di farla… Bacco, ma a proposito, che fine hai fatto?»

«Ché, nun lo sai come so’ fatti quelli? Tutti allegri, tutti libertini e promiscui, salvo poi fare i bigotti e i falsi moralisti, indignandosi pubblicamente per i miei baccanali, per la mia ubriachezza impresentabile, come se loro non vi avessero mai partecipato e  come se la loro polvere di stelle fosse meglio, st’infami!

E poi, in fin dai conti compare mio, se non c’è allegria, ebbrezza e incoscienza, che rivolta è?»degage

«C’hai ragione pure te, ma prima ti devo fare una domanda…» – Intanto durante la discussione i tre erano scesi “nel mondo di sotto”, a Roma, più precisamente vicino l’Università.

«A Vulcà, te dico fermate! Lo so dove vuoi andare a parare,  e non ti posso dare torto, ma cosa vuoi che ti dica? In qualche baccanale Venere si è fatta vedere, ma lo spirito era diverso, era conviviale, non si faceva nulla alle spalle degl… beh, a dirla tutta alle spalle… si faceva di tutto e di più… però era prima ancora che vi metteste insieme, e poi ormai uno in più, uno in meno, che te frega? Devi difendere il suo indifendibile onore? Pensiamo a fargliele purgare tutte a Giove e ai suoi bamboccioni! Daje rega’!!!» 

Pur non totalmente convinto dalle scuse di Bacco, Vulcano decise di soprassedere e pensare al presente.

«A dirsi è facile, ma come possiamo fare? Siamo a Roma nel 2015 e dobbiamo trovare qualcuno che voglia mettersi contro i potenti più potenti che ci siano per dare retta a noi tre, chi è così incoscien….»

BOOOOOM!!

«Ma che è stato ‘sto rumore? Sembrerebbe quasi un’esplosione! A Roma? D’estate? Ma quelli non sono i soldatini blu di Marte? sono loro che provocano questo frastuono con quei lacrimogeni che mi aveva chiesto di inventare. Ma con chi ce l’hanno?»

Il trio si era imbattuto in un corteo numeroso che andò di fatto a sfidare i cordoni della polizia. Il rumore sordo dell’impatto tra le rispettive prime linee impressionò anche le tre divinità, che pure nel corso della loro esistenza qualche immagine violenta dovevano pure averla vista…  Nonostante la generosità messa in campo, il corteo scontava la differenza di “equipaggiamento” e, pur resistendo colpo su colpo riuscendo ad alternare diversi cordoni al confronto diretto con la celere in modo da dare ai più esposti il tempo di rifiatare, dopo un’iniziale situazione di incertezza sull’esito dello scontro, cominciò a indietreggiare senza soluzione di continuità. Ormai sembrava quasi che l’unica cosa da stabilire era quanto i manifestanti avrebbero resistito prima di sfaldarsi definitivamente e capitolare, incorrendo così nella furia dei tutori dell’ordine. Invece…

«’Sticazzi! Iniziamo a metterci all’opera! E se ad esempio ‘sti lacrimogeni li facessimo guastare e sparassero il gas verso i lanciatori, rendendoli di fatto controproducenti?»

«Ah Vulcà, eddaje, al posto di parlare muoviti che qui l’aria è irrespirabile anche per noi!» – incalzò Bacco.

Detto fatto, i lacrimogeni cominciarono a risultare difettosi e ad avere una sorta di effetto boomerang per chi li sparava e dalla coltre di nubi adesso i soldatini blu battevano la ritirata, incalzati dal blocco di manifestanti a cui non pareva vero di vedere ribaltata una situazione che sembrava definitivamente compromessa.

«Disco’, tu che te ne intendi, ma quelli sono i soldatini neri di quel bastardo di Marte che recitano sempre la stessa pantomima? A me non sembra…»

«A dir la verità, manco a me, vediamo che dice Bacco»

«Seee, quello appena ha avuto l’occasione propizia,  sfruttando la nebbia artificiale si è chiuso in un bar! Aspettiamo che si calmi la situazione e andiamo a vedere…»

Dopo il momento di concitazione, “i soldatini blu” abbandonarono la piazza. Dal corteo si levarono grida festanti, fu in quel momento che il trio divino si palesò.

«Salve ragazzi, potremmo parlare con voi?!»

«E te, che sei, ‘na guardia?» 

[CONTINUA... per il link della prima parte clicca qui]
 
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