“Parole nel pallone”: la decantazione del calcio

 

parolenelpallonePer una certa sinistra salottiera solo un enorme fastidio, per la destra un serbatoio di potenziali reclute da cui attingere a piene mani, per il grande capitale una gallina dalle uovo d’oro da mungere, ma il calcio non è nulla di tutto questo. E’ poesia, spensieratezza, ma anche un grande patrimonio collettivo. Il prossimo week-end, a Bologna, cercheremo di riannodare i fili di una narrazione distorta, grazie alla presenza di tante personalità illustri: da Darwin Pastorin a Cass Pernnant passando per Gianni Mura, dagli Statuto a WU-Ming5, da Claudio Dionesalvi ai Klaxon e molti altri ancora.

Con buona pace di chi continua a vedervi nient’altro che un intrattenimento plebeo in cui 22 uomini rincorrono una palla, il calcio è molto di più. Forse, parafrasando Bill Shankly, defunto tecnico del Liverpool a cavallo tra gli Anni ’60 e i ’70, è molto più anche di una “semplice” questione di vita o di morte.  In fin dai conti è proprio il calcio allo stesso tempo tanto una metafora della vita che una cartina tornasole dei profondi mutamenti che stanno sconvolgendo la nostra società dalle fondamenta. 

A dimostrazione di ciò basta vedere, da un lato, le trasformazioni che esso sta vivendo e che lo stanno portando a diventare da elemento fondante del patrimonio popolare e sociale di intere comunità e città, a fenomeno da baraccone, finto come il wrestling e piegato ai dettami dello show-business, e dall’altro, di conseguenza, la trasfigurazione che stanno vivendo i suoi appassionati che in un futuro non molto lontano, dovrebbero essere considerati nient’altro che “clienti”. In fin dai conti la normalizzazione delle curve, attraverso la repressione, il caro-biglietti, il calcio-spezzatino, la creazione di stadi-centri commerciali  ecc., rientra in quella campagna ben più generale che mira a espellere dalla vita sociale le fasce più popolari e a sopprimere ogni spazio di auto organizzazione e di logiche alternative a quelle imperanti perchè, gli ultras, come aveva preconizzato alla perfezione il mai troppo rimpianto Valerio Marchi, stanno subendo un attacco frontale votato alla cancellazione della loro identità e della loro diversità intrinseca, paragonabile (naturalmente con tutte le distinzioni del caso) alla caccia alle streghe che andò sviluppandosi nell’Europa tra la fine del XV° e il XVII° secolo.

Di conseguenza, anche il modo di raccontare e di parlare di calcio è profondamente mutato, e qui, d’altronde come in tutti gli altri campi della nostra quotidianità, si può scorgere una lunga mano oscura che opera attraverso l’invasività di quei media che provano artificialmente a costruire il consenso necessario per rendere più facile quest’operazione. Detto in parole povere, la continua ricerca del gossip sulla vita dei calciatori, l’esasperazione mediatica di alcune “situazioni di campo”, l’ostilità nei confronti delle curve, delle loro contestazioni, ma anche, addirittura, delle loro esultanze (chi scrive non pensa di essere il solo a essersi indignato quando Boban ha stigmatizzato l’esultanza dei giocatori del Napoli sotto la loro curva), la ricerca dello scoop a tutti i costi e le lezioni di civiltà da parte di improbabili opinionisti buoni a predicare bene e a razzolare male, hanno assestato delle ferite profonde, probabilmente non rimarginabili, a quell’idea di calcio che ha fatto innamorare milioni e miolioni di persone in ogni angolo del pianeta.

Ma questa situazione non poteva essere accettata passivamente da chi si sta vedendo scippare quello che reputava un qualcosa di intimo e comune allo stesso tempo. Così, in reazione ai vari Cruciani, Telese, Mughini, Satta, e tanti altri ancora, dalle curve, dalle piazze, dalle pagine web e da quelle dei libri ormai diventati classici,  sono sorti dei fenomeni di resistenza alla mercificazione del calcio e allo svilimento di quella poesia che poi è la sua vera essenza, la sua magia, quella decantata da molti scrittori, poeti e musicisti, lontani e vicini: dalla creazione di squadre popolari, alla realizzazione di siti e portali online che riescono a restituire identità anche a quello che qualcuno frettolosamente bolla come calcio mainstream.  Fenomeni questi che per assumere una maggiore incisività, hanno bisogno di connettersi tra di loro. Proprio perciò, un’iniziativa come quella organizzata a Bologna il prossimo week-end, dal Laboratorio Crash, dal Collettivo Universitario Autonomo in collaborazione con la Red Star Press, che è riuscita a riunire alcune tra le ultime firmedi indiscutibile valore rimaste nel giornalismo sportivo nostrano, con nuovi blogger emergenti, scrittori ultras e calciatori eretici e anche alcune band musicali di assoluto richiamo tra gli amanti del calcio,  ha creato un mix che si preannuncia a dir poco esplosivo e capace di riannodare i fili di quella narrazione calcistica che inesorabilmente ci è sfuggita di mano a vantaggio di tutto quel carrozzone che è diventato “Il calcio dei padroni”.

Non volendomi dilungare oltre, di seguito il programma del festival:

GIOVEDI’ 4 FEBBRAIO – VIA ZAMBONI 38 – SCUOLA DI LETTERE

– ore 17.00: “Splendori e miserie del gioco del calcio” discussione su Letteratura e Pallone, a partire dai racconti di Galeano, Soriano, Arpino ai “Racconti fantastici di un universo mitico. Intervengono Darwin Pastorin (giornalista) e Giancarlo D’Arcangelo (scrittore e giornalista).
– ore 19.00: “ Raccontare un gol in dieci pagine e un campionato in trenta righe: gli scrittori alle prese col calcio” con: Gianluca Morozzi
– ore 20.00 apericena
– ore 20.30: “C’era una volta il…Calcio” chiaccherata a zona con GIANNI MURA (giornalista La Repubblica)
– ore 22.00 dj set con WHP
VENERDI’ 5 FEBBRAIO – VIA ZAMBONI 38 – SCUOLA DI LETTERE
– Ore 17:00 : “Come narrare un pallone che rotola in rete?”: discussione con i portali Valderrama Magazine, Crampi Sportivi, Zona Cesarini, e www.sportpopolare.it con special guest lo storico calciatore militante Paolo Sollier
– Ore 18:30: proiezione di spezzoni dal film “CASS” e discussione aperta con lo storico esponente dell’ICF dell West Ham (UK) Cass Pennant
– ore 20.00: apericena a cura del progetto “Corso di cucina meticcia” diSocial Log Bologna
– ore 20.30: Valerio Marchi: sulla strada delle controculture giovanili da “Teppa” ad “Ultras” passando dal “Derby del Bambino morto”, discussione con Wu Ming 5, Cristiano Armati, Claudio Dionesalvi, Francesco Berlingeri
– ore 22.00: concerto con i Mezzala (da Genova) – a seguire dj set Indie-Rock + Rebecca Wilson
SABATO 6 FEBBRAIO – LABORATORIO CRASH!
– Ore 20.00: presentazione di “Sankt Pauli siamo noi” (Derive Approdi), con l’autore Marco Petroni.
a seguire proiezione “BEVERLEY – SHORT SKA FILM” (Cass PennantProduction, 2015), una storia vera ambientata nell’Inghilterra degli anni 80, che tratta di razzismo, integrazione e di musica ska 2 tone
– Ore 21.00: Cena sociale benefit per la campagna “Emilio Resisti” del CSA DORDONI e il progetto La Terra di Piero (www.laterradipiero.it)
– Ore 22.00: concerto con Gli Statuto – Klaxon – La BaLotta Continua a seguire dj set con Gaber & Berna – Bologna Calibro 7 Pollici
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