Il vero sballo è dire no!… Voci da Exarchia il giorno dopo

Come ci auguravamo ieri, il No (OXI) ha vinto e i greci non si sono piegati al volere di quei poteri forti che avrebbero voluto vederli in ginocchio, in una vita di sangue sudore e lacrime, intenti a pagare col loro sudore i tassi di interesse su dei prestiti di cui loro non hanno mai realmente percepito i benefici, perchè utilizzati quasi esclusivamente per il salvataggio delle banche. Molti, forse anche giustamente, vedono la vittoria di un uomo, Tsipras, e del suo governo. Lontani da quella forma di reverenza per un qualsiasi uomo della provvidenza, ci piace pensare che questa sia la vittoria della piazza, della sua conflittualità che in varie forme ha attraversato il paese almeno dal 2008 ed è stata l’autentica artefice di questa resistenza, un intralcio verso i progetti  di assolutismo neoliberista di Bruxelles e di Berlino. Proprio per onorare questa piazza e nel rispetto del suo status, ho deciso di fare quattro chiacchiere con un caro amico ateniese, e di condividere con la comunità di lettori del blog, affinchè al di là dei commenti ufficiali dei partiti e delle varie associazioni, anche chi ha animato dal basso quotidianamente questi anni intensi e roventi di Atene possa esprimere il suo pensiero anche a noi in ItaliaIl suo nome, come d’altro canto quello della sua struttura, come mi fa capire lui non sono importanti per la qualità di ciò che ha da raccontare. Quello che basta sapere è che lui è una “faccia tra la folla” (che per mantenere la sua riservatezza verrà menzionato con A. iniziale del suo nome…) e come buona parte dei giovani greci non inquadrati nei partiti parlamentari, appartiene a quell’area identificata da noi come anarchica, che ad Atene  ha come base Piazza Exarchia, il cuore dell’immaginario del conflitto europeo da diversi anni. La prima volta che l’ho conosciuto, in occasione del Festival “Fedeli alla Tribù” in memoria di Valerio Marchi e Roberto Massi, non aveva lesinato critiche nei confronti di Tsipras, di Syriza e di quelli che erano “i suoi tentativi di affossare i meccanismi di autogestione”, anzi.  A dire il vero, prima di affrontare la chiacchierata con lui, non sono neanche sicuro che abbia votato, ma non essendo lui un tipo dogmatico, anch’io sono incuriosito nel cercare di capire quale sarà il suo umore e di quella parte di Grecia “irrappresentabile” che materialmente o idealmente è salita sulle barricate in questi anni per non capitolare di fronte ai disegni della Troika, non per avere un piccolo manuale politico, ma per sentire le sensazioni di uno della così detta massa critica

BdT: “Allora, ti aspettavi questo risultato?”

A: “Prima di tutto lasciami dire che questo è stato una delle più grandi settimane della mia vita… L’UE ha dimostrato il suo vero volto, così come le banche  hanno dimostrato il loro vero ruolo, e  allo stesso tempo, i media greci hanno fatto capire per quale causa patteggiassero apertamente. Il capitalismo al suo massimo splendore!!

Ironia a parte, ti dico che personalmente non ero ottimista sul risultato, non me lo aspettavo, perché durante tutta la settimana i media greci hanno provato con veri e propri show, ventiquattr’ore al giorno e in maniera martellante a spaventare la gente, spaventandola su cosa sarebbe accaduto se avessimo votato sì. E’ stata una propaganda incredibile con sondaggi falsi, interviste false, non hanno mostrato alcuna manifestazione del  “NO” promosse in tutta Europa e hanno mostrato solo per qualche minuto le immagini di quelle greche. Inoltre, le banche chiuse e la gente  che non poteva ottenere denaro, hanno aiutato a seminare il terrore. La loro minaccia principale era che, a causa di Tsipras l’UE, ci avrebbe “cacciato”,  saremmo  tornati alla dracma, ed in breve saremo giunti alla bancarotta e diventati come l’Argentina. Così il risultato del 61% è stata davvero una piacevole sorpresa per me”

BdT: “Pensi che si sia innescata una dinamica tra la piazza ed i processi internazionali e che questa abbia influito in qualche modo sul referndum?”

A: “Sì, la dinamica si  è innescata soprattutto tra i giovani, provocando un cambiamento che è ancora in divenire. Tsipras si è alzato in piedi contro l’Unione Europea e questo è un qualcosa che tutti abbiamo ammirato. Penso che le fila della sinistra, di una certa sinistra, diventino ogni giorno, più forte qui ad Atene, come in altre città, perché i giovani sono in grado di avere una vita dignitosa con la situazione attuale. qualcosa doveva cambiare.”

BdT: ” A proposito di “sinistra”, come giudichi il comportamento del KKE?”

A: “Devo dire che ancora una volta sono rimasto davvero deluso dalla leadership KKE. Essi non hanno partecipato al referendum, ma erano alla festa della vittoria, accusando solo SYRIZA sulle sue idee politiche e su questioni ideologiche”

BdT: ” Secondo te, dopo il referendum di ieri, quali saranno gli sviluppi futuri della Grecia?”

A: “Il futuro? Sinceramente, non penso che qualcosa di straordinario accadrà. Immagino che troveremo solo un accordo migliore con l’Unione europea, proprio quello che ha promesso Tsipras”.

BdT:”In Italia è difficile analizzare la figura di Tsipras, anche nei nostri ambienti, troppo schiacciato ideologicamente nelle due direzioni opposte, sia dai suoi ammiratori che da coloro che lo criticano a prescindere, per dogma e poco altro. Tu cosa ne pensi?”

A: “Prima di tutto Tsipras è un primo ministro, quindi per me in quanto anarchico, è quantomeno inutile. Ma devo ammettere che è il primo politico che si è alzato in piedi contro la Germania e l’Unione Europea, che è il primo che si è sempre attenuto al suo piano, anche di fronte alle minacce che giungevano da ogni direzione, e passo dopo passo in soli cinque mesi ha fatto di più per il greco che tutti gli altri Governi degli ultimi 25 anni. Così, nonostante tutte le differenze, ha guadagnato il mio rispetto”

BdT: Qual è il tipo di relazione che intercorre tra Tsipras e i movimenti, ed i collettivi autonomi?

A: Il suo rapporto personale col movimento è molto buono. Da giovane poteva essere considerato più o meno uno di noi, ci sono le foto di lui a Genova durante la manifestazione contro il G8 . E’ sempre stato un leader. Ma ora in  quanto personalità politica , e, naturalmente, come primo ministro del governo mantiene una certa distanza da noi. Il problema principale, nonchè fonte di frizioni,  è che lui non può controllare la polizia, ed è un grosso problema, e questo perché non ha un governo autonomo, ma una cooperazione con AN.EL.

BdT: “Come ha vissuto la piazza, questa settimana di passione? In Italia, arrivavano notizie e filmati piuttosto frammentati…”

A: “C’è stata qualche momento di agitazione e tensione, durante una manifestazione, questo sì, ma non è stato nulla di particolare, posso affermare tranquillamente che  è stata davvero una settimana calma!”

BdT: “Ti va di aggiungere qualcos’altro, quello che ti passa in mente dopo la memorabile serata di ieri?”

A: “Sì, prima ho risposto quello che mi aspetto accada, ma non era certo quello il motivo per cui io ho votato NO. Ho votato no perché speravo che questo rappresenti il primo passo per il cambiamento sociale. Spero che lasceremo l’UE,  così  anche gli altri popoli, come il vostro, quello spagnolo, quello portoghese ecc, in modo che da poter costruire una nuova società fatta dalla solidarietà e autorganizzata. Questo è stato il significato romantico del mio voto!”

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