“La rivoluzione non sarà trasmessa in TV”… Roma: primo rave letterario.

rave letterarioQuesta canzone di Gil Scott Heron, è stato il titolo di quest’evento, sicuramente sui-generis organizzato a Trauma Studio ed Agenzia “X” che si è rivelato una scommessa vincente.

 

Pur non essendo un assiduo frequentatore di rave,  sono consapevole del fatto che per riprendersi e formulare giudizi in merito, occorrono diversi giorni. Ebbene, anche questa forma letteraria di rave ha mantenuto le aspettative.

Tuttavia, il tempo di ripresa e riflessione non era dovuto a consumi vari, ma alla necessità di analizzare nel migliore dei modi quella che si è rivelata una delle iniziative più originali e riuscite degli ultimi tempi nel variegato mondo della cultura indipendente capitolina. La prima edizione romana di “SLAM X” (che succede alle cinque milanesi svoltesi al COX 18) si è rivelata un successo oltre ogni aspettativa, con le due location dell’evento, il Cinema Palazzo e Communia, gremite di gente (circa duemila persone) che ha ascoltato le performances dei molti artisti che si sono avvicendati sui due palchi, esibendosi un quarto d’ora ciascuno senza sosta dalle 19.00 alle 04.00  e puntualmente ( o quasi… ) introdotti dal Duka e da Marco Philopat nelle vesti di padroni di casa/anchormen de’ noantri…

In fin dai conti, pur faticando a dover scegliere un’eccellenza tra le varie offerte dalla serata, il piatto forte sono state proprio le esibizioni degli oltre sessanta performers, non tanto, o comunque non solo, per la notorietà di molti dei partecipanti (da Enrico Vaime a Elio Germano nella duplice veste di attore e rapper a Caterina Guzzanti, passando per il Piotta e molti altri ancora), ma forse lo è stato maggiormente per gli artisti meno conosciuti che, anche a dispetto di ogni pronostico, si sono ritrovati ad esibirsi a molte più persone  di quelle

rave 2a cui sono abituati e anche molte di più di quelle previste, senza lasciarsi tradire dall’emozione, ma anzi tenendo bene il palco e riuscendo a farsi apprezzare da un pubblico che ha scoperto tanti nuovi nomi virtuosi e una vitalità intellettuale insospettabile in un clima di crescente massificazione e di prove tecniche di pensiero unico; ancora più importante il fatto che ciò sia avvenuto all’insegna dell’ibridazione culturale, che ha fatto sì che in molti si sperimentassero in campi non loro.

L’organizzazione della serata si è divisa in due momenti: la prima parte delle esibizioni è andata in scena al Cinema Palazzo ed è durata dalle 19.00 a circa le 23.30 e la seconda a Communia che è stata raggiunta da un corteo, che nei fatti si è rivelata essere una via di mezzo tra una street-parade ed una “via crucis situazionista”, da una fiumana di persone inimmaginabile anche per i promotori che infatti hanno avuto qualche fatica a guidare la folla che si muoveva dietro una scultura a forma di matita che era in testa al corteo e che voleva rappresentare l’importanza ed il valore della cultura indipendente prodotta dal basso per l’intera comunità; un patrimonio da  esaltare e tutelare e dal quale ripartire per cercare di mettere in discussione gli assetti futuri.

Nella seconda fase dopo la sequenza normale delle varie esibizioni è andata in onda quella che forse è stata la ciliegina sulla torta della serata: “Xtra-Factor” che aveva il chiaro obiettivo di fare il verso al reality mainstream e per farlo si affidava a una  “giuria di qualità” a dir poco dissacrante e attenta a salvaguardare le minoranze linguistiche del quartiere, col sottoscritto nelle vesti di rappresentante della comunità calabrese sanlorenzina, che insieme all’aiuto del pubblico avrebbe decretato un vincitore. Per poter dissacrare pienamente un format simile, la cultura antagonista doveva ricorrere alla più dissacrante delle armi a sua disposizione: così, in rapida successione si sono alternati dei monumenti viventi della scena punk italiana: Marco Philopat ed Helena Velena, a cui, quasi in chiusura, ha fatto seguito un “Teppa Life” cantato da Roberto Perciballi la storica voce dei “Bloody Riot” che s è anche lasciato andare in uno stage diving a buffo… Semplicemente Punk! Ed infatti la sua esibizione, oltre a far accapponare la pelle ai giurati alla fine è risultata essere quella vincitrice dello “Xtra-Factor”, ma in fin dai conti, hanno vinto tutti le persone che hanno partecipato a questa bella iniziativa che ha  riconciliato il territorio e la produzione di saperi critici e l’importanza che hanno gli spazi sociali in questa mediazione. Un evento che ha tutte le carte in regola per affermarsi e diventare nel giro di qualche anno uno degli appuntamenti più proficui e interessanti anche a livello nazionale e che è stato in grado di farci ridere e divertire ininterrottamente per circa dieci ore.

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