Una vita dalla parte dei più deboli… Addio Eduardo!

GALEANO- 2 A distanza di un anno da Gabriel Garcia Marquez, un altro grandissimo della letteratura sudamericana ci lascia. Ieri, nella sua Montevideo si è spento Eduardo Galeano scrittore e giornalista dall’incommensurabile talento e dalla fama mondiale, capace di raccontare prima e molto meglio di altri il dramma del colonialismo, dello sfruttamento, delle dittature e delle persistenti diseguaglianze sociali, patite dal subcontinente, grazie, soprattutto, ad un libro “Le vene aperte dell’America Latina” (che fu addirittura regalato beffardamente da Chavez ad Obama durante un incontro del 18 aprile 2009) che lo ha elevato a tal punto da venir considerato universalmente uno dei più grandi costruttori dell’immaginario latino-americano di sempre,  a metà strada tra gli scrittori ed i rivoluzionari veri e propri. Ma Galeano è stato anche molto di più: uno strenuo sostenitore dell’impegno civile; un appassionato militante tout-court, distintosi sempre nell’appoggio all’emancipazione dei popoli del suo continente (e non solo) dal giogo del neo-colonialismo e del liberalismo tanto da essere perseguitato da due differenti dittature ( prima da quella militare del suo paese e poi da Videla in Argentina); un amante del calcio, visto come una metafora della vita e come chiave di volta per interpretare il mondo; infatti non erano rari i suoi giudizi caustici verso quegli intellettuali di sinistra eccessivamente altezzosi che si rifiutavano di comprenderne il valore sociale che assumeva per la popolazione, così come si scagliò contro la progressiva mercificazione subita dal calcio negli ultimi tempi, tant’è che con un po’ di quella fantasia che di certo a lui non mancava, potremmo definirlo uno dei primissimi contestatori del calcio moderno… ma Galeano è stato allo stesso tempo molto altro, e non potrebbe essere altrimenti per chi come lui ha svolto anche lavori manuali: per un periodo fu anche un operaio e  forse proprio da questa esperienza giovanile prese la decisione che durante la sua mirabile produzione intellettuale sarebbe stato megafono tanto dei leader quanto dei reietti come scrisse Isabella Allende, ed avrebbe portato nei nostri salotti tramite i suoi  libri, le storie di sfruttati, di ribelli, di banditi fuorilegge e di guerriglieri con una maestria fuori dal comune.

il libro di Galeano regalato da Hugo Chavez a Barack Obama

il libro di Galeano regalato da Hugo Chavez a Barack Obama

Proprio in nome di questa sua maestria, riteniamo doveroso concludere questo breve, ma sentito e dovuto omaggio nei confronti di Galeano con quelli che forse sono i suoi versi più celebri.

L’utopia è là, all’orizzonte.
Mi avvicino di due passi,
lei si allontana di due passi.
Faccio dieci passi e l’orizzonte
si sposta di dieci passi.
Per quanto cammini,
mai la raggiungerò.
A cosa serve l’utopia?
Serve a questo: a camminare.

ADDIO EDUARDO, CONTINUEREMO A CAMMINARE ED A LOTTARE ANCHE PER TE!

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