Dalla Germania all’Unione Europea: unificazione o annessione?


giacchèTorniamo ad occuparci del processo di unificazione tedesco attraverso una recensione di Filippo Petrocelli del libro “Anschluss” di Vladimiro Giacchè: una ricostruzione puntuale che attraverso dati inoppugnabili, tende a smontare la narrazione trionfalistica occidentale, a sua volta architrave di quella europeista tanto in voga di questi tempi.

 

 

 

 

Alla cerimonia per i venticinque anni della caduta del Muro di Berlino non mancava nessuno: non mancavano i protagonisti di allora – Gorbacev e Wałęsa su tutti – ma erano presenti anche Angela Merkel e Martin Schultz.

 

Una celebrazione in pompa magna, con l’immancabile retorica delle grandi occasioni, l’Inno alla Gioia, le rockstar e migliaia di palloncini. Ancora una volta a prevalere sono state le emozioni e il cuore: qualcosa di simile a quanto avvenuto nei giorni dell’unificazione tedesca, quando chiunque solidarizzava con le persone che a Berlino abbattevano uno dei simboli del fallimento del blocco socialista.

Eppure il processo di unificazione tedesco seguito al crollo del Muro presenta molti lati oscuri mai raccontati. La narrazione ufficiale descrive l’unificazione delle due Germanie come un atto di generosità della Repubblica Federale Tedesca (RFT) verso la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), ovvero la disastrata sorella povera, nient’altro che uno stato prossimo alla bancarotta. Continua a leggere

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Diritto di resistenza, dovere di raccontarla!

Kobane-poster Lo scorso Primo novembre è stata la giornata internazionale di solidarietà con Kobane, ma poichè il conflitto nella Rojava non è terminato quel giorno, è doveroso continuare a seguire la situazione, comprendendo la portata epocale di tali avvenimenti, cercando di sostenere la resistenza in tutti i modi a noi possibili. Nel nostro piccolo, proviamo a mantenere alta l’attenzione e a far conoscere la straordinaria esperienze di autogoverno e di lotta popolare in queste regioni del Kurdistan siriano, cercando di stimolare la curiosità di chi ci segue, ascoltando nella prossima puntata della trasmissione radio, i racconti di chi ci è stato di persona e fornendovi qualche informazione e delle nuove chiavi di lettura. Una cosa è certa: a Kobane si sta scrivendo la storia!

 

 

 

 

Coi suoi 40 milioni di componenti, quello curdo è tuttora il più numeroso popolo senza terra.

Diviso in quattro stati (Turchia, Siria, Iran ed Iraq), il Kurdistan rappresenta il classico caso di nazione sacrificata sull’altare degli interessi della realpolitik da parte delle grande potenze coloniali; poichè dopo una sostanziale autonomia vissuta durante buona parte del dominio ottomano,  in seguito al Trattato di Sèvres del 1920 che avrebbe dovuto spartirne i resti,  si profilò l’opportunità della creazione di uno stato curdo indipendente. Tuttavia esso non fu mai ratificato e fu sostituito da quello stipulato a Losanna nel 1923 eccessivamente compiacente nei confronti della nuova Turchia kemalista e della sua politica di omogenizzazione nazionale che ha portato alla pressochè totale cancellazione di ogni traccia di tutto ciò che potesse ricordare i curdi, definiti da lì in avanti “turchi di montagna” e condannando la regione al sottosviluppo, nonostante la presenza sul territorio di giacimenti di petrolio e di falde acquifere. Continua a leggere

On the road destinazione Rototom

ColorUno dei numi ispiratori di questo blog, il Duka, ci  offre un resoconto del Rototom visto da chi non ha particolari simpatie per il reggae e lo fa a modo suo inconfondibile stile scanzonato, irriverente e non convenzionale.  Una lettura interessante e divertente adatta ai profani del genere, ma ricca di informazioni anche per gli intenditori.

 Duka & Seko in moto al Rototom.

00 Intro.

E’ difficile scrivere un diario – di questo viaggio – seguendo un piano temporale. E’ impossibile!!!

Da venerdì – ferragosto – gli Skatalites stanno suonando ininterrottamente “The guns of Navarone”-

vogliono battere il record dei Genesis che suonarono nel 1974, durante un concerto a Birmingham,

The Carpent Crawl per cinque giorni di fila – nella piazza del paese. Non so più che giorno è.

Ieri potrebbe essere domani. Il giro di basso – ipnotico e in loop – viaggia come un sistema ad

orologeria. Quanti giorni sono trascorsi dal mio arrivo a Benicàssim? Sto chronic!!! Molto chronic.

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