Comix Riot: il fumetto come non l’avete mai visto

Comix-Riot-PIATTOLa nuova puntata del “Becco del Tucano” sarà dedicata alla presentazione di questo libro,insieme all’autrice e più in generale si incentrerà sul ruolo del fumetto e del graphic novelism dalle origini ai giorni nostri.

 
 
 
 
 

Confesso che, di primo acchito, il  sentimento che ho provato dopo aver letto questo libro è stato quello di sentirmi quasi un idiota per la visione che avevo avuto, fino a quel momento, sull’universo dei fumetti, giudicati dal sottoscritto con troppa superficialità, quasi come uno di quei cordoni ombelicali invisibili che tengono legate troppe persone alla preadolescenza ed impossibili da recidere.

Probabilmente, l’opera di Gaia Cocchi, oltre che agli intenditori del genere, era rivolta proprio a chi nutriva convinzioni così errate non essendo mai andato l’ovvietà e le apparenze su tale argomento.
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I muri dietro il muro 25 anni dopo.

MUROBERLINO La puntata di oggi avrà come ospite il Prof.Angelo D’Orsi con cui parleremo della caduta del Muro di Berlino e dei cambiamenti nel mondo in questi ultimi 25 anni. Lungi dal voler essere un saggio storico, alcune riflessioni sugli argomenti che andremo a sviscerare oggi. 

 

 

Per uno di quegli strani scherzi che solo la storia con la sua ironia sa regalare, nella scorsa settimana, in pochi giorni, si sono avvicendate le celebrazioni dei due eventi all’interno dei quali si è nei fatti consumata l’esperienza del comunismo sovietico. Detto che del primo (lo scoppio della Rivoluzione russa, il 7 novembre) si è già detto di tutto con un ampio specchio di posizioni e di approcci che vanno dallo studio rigoroso al  tifo da stadio; il secondo, ossia la caduta del Muro di Berlino, anche a causa del lasso di tempo finora esiguo trascorso, non ha ancora goduto della stessa meticolosità nella trattazione, ma ci siamo trovati nella quasi totalità dei casi, di fronte ad una narrazione epica e univoca di una cavalcata verso la libertà, la pace e la prosperità, che pure, a ben vedere, non sembra rispecchiare fedelmente la realtà.

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10 anni senza Arafat…

 

Aspettando di dialogare direttamente con dei palestinesi per farci portare delle testimonianze direttamente da quei martoriati territori, non ci interessava ripercorrere le gesta della vita di Arafat,  alla maniera di wikipedia, ma ci sembrava doveroso dedicargli un pensiero. Un omaggio sobrio e modesto, in linea col personaggio, in occasione del decennale della sua morte, tuttora avvolta nel mistero e oggetto di illazioni da chi vorrebbe strumentalizzarla per i propri fini. Ma ciò che importa di più è stata la sua grandissima vita, che l’ha consacrato come uomo d’azione e di pensiero, dal carisma universalmente riconosciuto, in prima linea nella lotta mondiale contro l’imperialismo sfuggendo a molteplici attentati . Più in generale ha dimostrato che non esistono battaglie perse in partenza e che  anche contro l’arroganza e la prepotenza si può resistere.  Nonostante Hamas abbia vietato le celebrazioni in suo onore a Gaza, noi gli rendiamo il giusto onore, convinti che il popolo palestinese, nel suo ricordo e anche grazie al suo esempio riuscirà ad abbattere tutti i muri che frapporranno tra esso e la sua definitiva liberazione!

La giustizia resta sempre l’utile del più forte

Cucchi  La grottesca sentenza del  caso Cucchi, sommata alle cariche ai lavoratori, e tutto il corollario di dichiarazioni seguite, pongono delle riflessioni amare: senza dover necessariamente scomodare il filosofo ellenista Trasimaco, appare palese che in Italia la giustizia  è tutt’altro che neutrale, in quanto sceglie accuratamente quali soggetti colpire e quali risparmiare.

 

Grazie a quella giuste dose di pragmatismo, necessaria per sopravvivere ai tempi vigenti, chi scrive non ha mai realmente preso in considerazione l’opzione che la legge sia davvero uguale per tutti e che l’udienza odierna avrebbe indicato dei colpevoli per la morte di Stefano Cucchi.

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