01-04-2014: Pesce d’… Affile!

il mausoleo dedicato a Rodolfo Graziani

Il mausoleo dedicato a Rodolfo Graziani

Nonostante la coincidenza col giorno dedicato agli scherzi, domani al tribunale di Tivoli  va in scena un’altra battaglia  contro un revisionismo sistematico che vuole stravolgere il senso comune. Non possiamo non schierarci!

Si sa, nel nostro paese il primo di aprile è il giorno dedicato alle bufale ed in cui si commettono gli scherzi più beffardi.

Purtroppo, invece, lo sdoganamento, neanche più tanto strisciante, del fascismo che viviamo quotidianamente non è una bufala, ma una cosa abbastanza seria con cui misurarsi nella quotidianità a tutti i livelli di discussione: dalle chiacchiere da bar al dibattito pubblico sui grandi media.

Così se qualcuno dovesse leggere di un processo fissato proprio per il primo di aprile a danno di tre giovani per avere imbrattato un mausoleo dedicato a Graziani e definito nel verbale dei carabinieri un “bene destinato per necessità alla pubblica utilità ed edifici di uso pubblico”,  pur trovandosi di fronte ad una tragi-commedia, non si sarà imbattuto in uno scherzo.

Proprio così, quel Rodolfo Graziani che l’ONU, inserì nella lista dei criminali da consegnargli, per via del comprovato utilizzo di gas tossici e vietati dalla Convenzione di Ginevra ai danni della popolazione civile etiope, lo stesso autore  di massacri indiscriminati, di torture e deportazioni in Cirenaica, in Abissinia ed in Etiopia, colui che pose (formalmente) sotto il suo comando tutte le forze militari della RSI, uno dei più odiosi rappresentanti del ventennio, sembra semplicemente un omonimo di quello ricordato con tanta fierezza nel sito del comune di Affile (sua città natale).

 Così, nella biografia confezionata dal comune laziale non vi è nessuna menzione dei tanti misfatti causati e viene fatto solamente un accenno, tra l’altro errato, al fatto che dei 19 anni di carcere a cui fu condannato per collaborazionismo coi nazisti, ne scontò effettivamente solo 4 mesi; ma si fa riferimento al gerarca come un devoto servitore della patria, dalle grandi abilità strategiche; pertanto non ci sarebbe nulla di male nell’intitolargli un masuoleo. Un quadro che non può non far venire sgomento a chi ogni giorno, vedendo la storia (ed il buon senso) mortificata da operazioni simili, cerca di opporsi a queste operazioni  che oltre ad evidenziare una disonestà intellettuale senza pari, prefigurano foschi scenari per il futuro.

Di fronte ad un tale tentativo di stravolgere la memoria senza preoccuparsi più neanche delle apparenze, di concedere amnistie indiscriminate generando amnesie nel corpo sociale, non ha senso dibattere sulla legalità o meno riguardo al gesto dei tre ragazzi, ma bisogna soffermarsi sulla legittimità che assume al giorno d’oggi un’azione a tutela della nostra storia e che tende a riparare ad un’obbrobriosa stortura bypassata anche da quei meccanismi democratici che vorrebbero dipingersi come neutrali.

Ma come si può essere neutrali di fronte a forme così grossolane di revisionismo? Com’è possibile rinviare a processo i tre giovani responsabili di una scritta su questo fantomatico “Mausoleo del Soldato” e lasciare cadere nel dimenticatoio le continue apologie al fascismo da parte del sindaco affiliano Viri, che non contento di aver creato tutto questo polverone si è portato a casa il busto di Graziani e si permette addirittura di definirlo un esempio per i giovani? E’ possibile  trovare una giustificazione a tutto ciò?

alcuni prigionieri di guerra  di Debra Libanos, passati per le "cure" di Graziani

alcuni prigionieri di guerra di Debra Libanos, passati per le “cure” di Graziani

E’ inaccettabile che il nome di uno dei peggiori criminali di guerra che col suo operato ha macchiato d’infamia un’intera nazione venga associato ad uno spazio di pubblica utilità e per di giunta abbia usufruito dei finanziamenti pubblici!

 Perchè l’indignazione formale e senza seguito, del Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, così come la sospensione del  finanziamento pubblico al mausoleo voluta dallo stesso, oltre che tardiva, resta in ogni caso troppo poco: quel mausoleo deve essere abbattuto senza se e senza ma, in nome di tutti coloro che pagarono col proprio sangue la liberazione dall’invasore, di coloro che ripudiano la guerra, di tutti quelli che hanno combattuto e continueranno a combattere il fascismo.

Per tutto questo, per la difesa della nostra memoria, per evitare di confondere le vittime coi carnefici ed il conseguente appiattimento verso un passato che sembra lontano, ma che in realtà si sta ripresentando sotto altre vesti, che come  “Becco del Tucano”, domani risponderemo presente all’appello dei tre ragazzi e saremo a Tivoli a fargli  sentire la nostra vicinanza, perchè siamo tutti moralmente complici di chi non vuole restare inermi di fronte al proliferarsi di menzogne che aspirano a diventare verità ufficiale e incontrovertibile.

PERTANTO INVITIAMO CHIUNQUE SI SENTA CHIAMATO IN CAUSA  A MANIFESTARE LA PROPRIA SOLIDARIETA’, FUORI DAL TRIBUNALE DI TIVOLI DOMANI PRIMO APRILE A PARTIRE DALLE 09.30

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