Il Becco del Tucano sostiene il Rebel Store!

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La libreria capitolina di Via dei Volsci  versa in difficoltà economiche,  parte così una campagna di solidarietà per salvare quello che non è un semplice spazio fisico, ma un’idea di ribellione ed antagonismo

Quando un paio di settimane fa, facendo un giro su facebook, mi sono imbattuto in un articolo dell’edizione romana di “Repubblica” in cui si parlava della crisi della “storica libreria dei movimenti” di San Lorenzo, ho avuto un sobbalzo, sperando in cuor mio di aver letto male. Aprendo il link,  ho purtroppo  realizzato che i miei timori erano fondati: infatti campeggiava una foto con l’inconfondibile facciata del Rebel Store e di seguito un’intervista al gestore, Marco, in cui raccontava le difficoltà economiche sempre crescenti che è costretto ad affrontare quotidianamente e che si concludeva con un appello, quasi un grido d’aiuto, per scongiurare la chiusura della libreria.

 Aldilà dell’amicizia che mi lega con Marco che si è potuta rafforzare grazie al comune impegno sociale e politico riuscendo a superare così gli steccati  di una fiera ed ancestrale rivalità calcistica, se non più squisitamente curvaiola; ho deciso di dare nel mio piccolo un contributo alla salvaguardia di quel posto che non  è una semplice libreria con testi alternativi, ma un’idea che trascende dalle stesse quattro mura in cui è ospitata. Una vera e propria fucina di idee e pratiche antagoniste che da quindici anni è uno dei punti di riferimenti  per chiunque si voglia cimentare nella produzione di saperi alternativi, perchè non si lascia  abbindolare dalla narrazione ufficiale, di un potere che mai come adesso sembra in crisi e che può sopravvivere solo legittimando questo status-quo. E’ dal 1999 infatti che quello spazio al civico 41 della storica Via Dei Volsci è diventato una delle tappe obbligate per tutti i giovani della periferia dell’impero che volevano vedere da vicino la Roma ribelle e che trovavano  ad accoglierli, nella allora “Libreria Internazionale”, il mai troppo compianto Valerio Marchi, una figura fondamentale nella storia dell’evoluzione delle così dette sottoculture in Italia e che nonostante ciò amava confrontarsi e scambiare idee tanto con lo skinhead o il mod ultratrentenne, che con il pischello alle prime esperienze fuori da casa, come il sottoscritto, che forse, inconsapevolmente, proprio allora scopriva quella passione che lo avrebbe portato, diversi anni dopo, a questo progetto.

Da allora, sicuramente molte cose sono cambiate: è cambiata la libreria che ha deciso di diversificare un pò il target dei propri frequentatori, è cambiata la composizione sociale del nostro paese, di conseguenza anche dei ribelli, ma è cambiata anche l’anatomia della stessa San Lorenzo. Tuttavia la passione e l’amore con cui si sospingono le  varie forme di autonomia e di opposizione alle logiche del mercato, siano esse attraverso l’editoria indipendente, l’autoproduzione musicale la vita di curva ecc.. è rimasto immutato e sembra trasudare da ogni pagina dei libri presenti. E’ proprio  per tutto quest’insieme di sensazioni  che non riuscirò mai a pensare a questo spazio ed a questo concerto di idee come ad un negozio qualsiasi, così  come il suo salvataggio, non solo non ha niente a che vedere con una comune operazione commerciale, ma penso che debba essere un impegno  per tutti quelli che, all’interno di questa serranda, hanno trovato dei punti di riferimento e ” l’ispirazione” per intraprendere una vita votata alla ribellione, all’amore per la libertà e l’affermazione di un’identità differente.

E’ proprio per questo debito di riconoscenza che, appena salito a Roma ho contattato Marco per concordare insieme un’intervista per la trasmissione radiofonica, ed offrirgli un banner su questo stesso blog, dove se lo vorrà, potrà postare le recensioni degli ultimi libri arrivati; un atto dovuto per fare in modo che tante nuove generazioni di aspiranti insorgenti abbiano un luogo che possa accoglierli e dargli ulteriori strumenti per elaborare un’adeguata ed incisiva critica sociale.

Proprio per tutto questo, non posso che augurarmi che la campagna di sostegno al Rebel Store possa raccogliere sempre più adesioni da più luoghi possibili, perchè se è vero che è stata quasi come una scuola che ha formato molti di noi, siamo noi che formiamo il Rebel Store.

[ contenuti disponibili anche su http://www.terramara.it ]

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