Un lupastro a Brussels

Diario di viaggio di un compare

IDoP-flyerBrussels – Il Tucano mi ha chiesto di scrivere un “pezzo” sull’esperienza del 21 settembre scorso a Brussels. La scrivo adesso che sto lasciando la capitale d’Europa per raggiungere un amico, che non vedo da un pò, in quel di Amsterdam. Visto che se non scrivo crollo dal sonno come un clochard e l’autobus parte almeno fra due ore, quindi: non sarò breve!

Ho salutato Catanzaro la sera del 20 settembre, grazie al mitico autobus che ti lascia così –senza troppi complimenti- alla stazione romana di Tiburtina. L’ultima colazione italiana a Ciampino che mi accoglie con una fila di check-in che somiglia più ad un’ammucchiata di dimensioni spropositate. Nonostante tutto la fila scorre veloce, fra i vari passeggeri percepisco note di spagnolo, turco, inglese, resto colpito dalla prestanza fisica delle giovani teutoniche in sala ma soprattutto dal modo di parlare di una signora appena dietro di me: “Viens, à fila è ccà! Içi…” che mischiava con nonchalance italiano e francese (sarebbe meglio dire dialetto campano e francese) con un fare che mi ricorda tantissimo il modo di parlare dei nostri compaesani nel Bronx! Mi ritrovo a pensare alla nostra storia di emigranti infinita, ai miei connazionali che lasciavano l’Italia per raggiungere il Belgio con le sue fabbriche e miniere per lavorare duro, a volte rischiare anche la vita pur di portare a casa uno stipendio dignitoso. Di riflesso penso di essere molto fortunato ad avere l’opportunità di fare un viaggio del genere invitato da un’amica ad un evento culturale dal respiro internazionale.

Non è la prima volta che vedo Charleroi (dove si trova l’aereoporto di Brussels) e ne approfitto per attaccare clandestinamente un adesivo di “CZ Allianz Promotion” (pensando che per fortuna abbiam scritto Catanzaro sennò nel mondo la sigla CZ sta per Repubblica Ceca…)  proprio su un pilastro che tiene la tettoia d’attesa per la navetta in centro, accanto ad un bollino giallo e nero che recitava con fierezza “RUDE BOYS DORTUMND”. L’autobus che porta in centro è spropositamente caro, se avessi avuto più tempo avrei cercato qualcuno con cui condividere un taxi, ma l’operazione non mi avrebbe risparmiato che un paio di caffè. Decido di sbrigarmi, questa volta senza pausa birretta come l’anno scorso, ed in tre quarti d’ora mi ritrovo alla Gare du Midi, l’arteria di Brussels capitale! Piccolo contrattempo a trovare una toilette (i grafici della stazione han scelto di usare le icone uomo/donna contornate da un semplice rettangolo per indicare l’ascensore che porta ai binari del piano di sopra!) evito di pisciare sui binari e palesemente in panne chiedo indicazioni ad un ragazzo enorme di origini africane che agita le mani indicandomi il fondo del corridoio “Next to Quick!” (chiaro il cesso è sempre accanto al fastfood!) ma al momento sembra lontanissimo e poi pure l’ultima fatica: cambiare un euro perché nel mondo civilizzato servono 50 centesimi per usare la toilette…

Le ultime comunicazioni risalivano alla mattinata, avevo controllato la posta da un internet point all’interno di Ciampino, le istruzioni dicevano di raggiungere Piera, una molisana superospitale che ancora non ho avuto il piacere di incontrare, al telefono mi dice come raggiungere Trinitè ma il quartiere sembra ignorare la via di casa. Stanco di girovagare con le valigie al seguito, entro nel primo tabacchino ed investo 8 euro in una utilissima mappa Michelin. Brussels ha una miriade di viuzze e piazzette collegate da boulevards ricoperti di sanpietrini, la cartina mi aiuterà a trovare il locale in cui si svolgerà l’evento, ma anche il centro culturale africano in cui lavora Piera.  Giusto il tempo di posare le valigie e chiacchierare un minimo, neanche il tempo di farsi una doccia ‘che si è fatta na certa!’ Urge un sopralluogo!?! Nonostante io disegni dalla più tenera età non nego di nutrire una certa ansia all’idea di esibirmi in un Live Painting di fronte a chissà quante persone. Il locale si trova in centro, scendo con la metro a Bourse (sede della borsa) ed inizio a camminare lungo rue de Laeken. Scambio la fila d’attesa di un osteopata -con lo studio al pian terreno- per la location della serata; mi appunto la via di un negozietto di belle arti carinissimo con delle offerte in vetrina imperdibili e dopo aver percorso la strada nella sua interezza, ritorno sui miei passi direzione sud.

Trovo La Tentation -più che per l’insegna- grazie alla presenza coloratissima di alcuni artisti africani che chiacchierano allegramente all’ingresso. Entro per la porta, che sta proprio all’angolo della strada -come a spezzarlo- e resto colpito dall’architettura del posto, la sala enorme con una balconata al piano superiore retta da colonne leggere con le pareti al vivo non intonacate ma dai mattoni rossi, un bancone del bar scuro ed importante, una scala elegantissima che si divide quando raggiunge il fondo della parete e diverse salette nascoste, uno stile che decido di ribattezzare “Nouveau Fiammingo”. Il palcoscenico sulla destra ospita già il gruppo che suonerà stasera, tra loro un calabrese che non vedo da una vita -e non credo si ricordi di me- arrivato da Londra con gli Yaaba Funk che durante il concerto sprigioneranno goodvibes a profusione raccogliendo complimenti all’unanimità. Giusto per ricordarci quanto è piccolo il mondo: l’anno scorso tra i performers del “Cabaret C” avevo ritrovato il mitico Mattarello artista di strada romano che spesso passava da Soverato allestendo stupendi spettacoli per la platea pascolante sul lungomare jonico sicuramente stordita delle cene estive. Saluto Marcella –il mio gancio- che ha organizzato il tutto insieme all’associazione culturale Restart Vzw provando a spiegarle quanto sia contento di essere lì, percepisco lo stress che sta passando dalla brutta cera che si porta addosso. Io ero ancora incerto sul tipo di performance da fare, visto che le pareti erano diventate sede di una nutrita mostra fotografica di alcune ragazze italiane. Mentre si allestivano i banchetti espositivi (artigianato etnico, equo e solidale) e si preparava la sala al secondo piano per un dibattito, io saluto Fernanda incredibilmente abbozzatissima accompagnata da Giacomo lo chef, e saluto tutta la cucina -perlopiù italiani- tra cui il compaesano Bruno ed il suo amico partenopeo Davide che in serata faran coppia DJ/VJ set. Ci posizioniamo alla postazione, il locale è ben attrezzato, oltre al telo da proiezione ed il relativo proiettore, spunta fuori un aggeggio per me dall’enorme fascino: trattasi di un’ingranditore! Ci sarà quindi la possibilità di venire ripresi mentre si disegna live su un foglio. Sparisce ogni mio dubbio, non avrei infatti gradito una performance totalmente digitale, penso: “Così alla fine della serata almeno qualcosa di concreto rimane…”

Più rilassato inizio a chiacchierare a macchinetta con Davide, che si dimostra pieno di energie e passioni per la sua arte. Davide è un giovane italiano che come molti ha scelto di inseguire i suoi sogni che per il momento lo han portato nel cuore della capitale europea con una storia molto bella da ‘new gipsy’ che qui non è il caso di raccontare. Io e Davide usciamo in strada a cercare un cavo HDMI/VGA perché il proiettore è “nu vecchiu cascettuna” e m’improvviso cicerone (nonostante Davide sia a Brussels da un annetto..) perché ho notato in fondo al boulevard principale la presenza di numerosi negozi d’informatica. I primi negozianti alla nostra singolare richiesta ci guardano allibiti “Non esiste!”, “Non ce l’ho…” dice qualcuno, poi pensiamo di aver risolto quando ci propongono una scatola nera dal design un po’ retrò -ma decisamente brutto!- che fa al caso nostro ma che sfortunatamente costa troppo. Quindi tiriamo avanti e ci facciamo palesemente paccare da un commerciante di origini mediorentali (ma non ne sarei sicuro! Forse Pozzuoli?!?) che effettivamente ci mostra il cavo in questione ma che probabilmente aveva appena saldato in laboratorio ad hoc per due polli come noi, che alla fine l’abbiamo preso senza provarlo e a conti fatti non funzionava! Lascio Davide che prova ad accendere il fedele vecchio PC per risolvere il problema tecnico a La Tentation e mi dirigo alla volta di St. Gilles il quartiere in cui abita Piera (qui i negozi chiudono alle sei quindi niente possibilità di acquistare un altro cavo). Oltre all’indispensabile doccia speravo in un riposino visto che durante la notte non avevo chiuso occhio, ma si sa il tempo è tiranno! Rientro in direzione centro grazie al conveniente carnèt da 10 viaggi (un biglietto della metro a Brussels costa 2€) questa volta scendo più avanti a De Brouckere che è già buio. Affacciatomi su Rue de Laeken do un rapido sguardo per orientarmi e mi accorgo senz’ombra di dubbi che la festa è già iniziata, cosa a cui non sono più abituato dati i nostri orari estivi calabresi che prima di mezzanotte non si esce di casa! (Vabbò oramai è autunno, mi devo rassegnare…) Mi faccio letteralmente spazio tra la folla –tutti rigorosamente birra in mano!- ed entro mostrando con un po’ di fierezza il braccialetto che mi aveva lasciato preventivamente Marcella. Dentro, la sala si è riempita solo a metà, stiamo tutti aspettando che attacchino a suonare gli Yaaba Funk. L’alcool invece è già nell’aria, ma stasera non bevo.  Noto con piacere che dal proiettore escono le immagini del VJ set di Davide, missione compiuta! Un Mac user ha procurato il famigerato cavo ed il primo VJ set (loop animati di immagini render 3d completamente creati da zero) può finalmente andare in onda! Prendo posto accanto a lui ed inizio a buttare giù uno schizzo del disegno per la performance. Mi porto avanti costruendomi lo scheletro della composizione con la matita blu, mentre gli Yaaba Funk stan spaccando tutto! Al disegno ci pensavo da un bel po’, da quando avevo chiuso l’ultimo lavoro che mi aveva consentito di poter partire e confermare il viaggio. Sull’autobus avevo anche preparato uno schizzo sul biglietto della navetta RyanAir, che quindi era andato perso per mera burocrazia a Roma come un banale scarabocchio!  Poco male, sapevo già come procedere, lasciando un po’ di spazio in alto per inserire la frase finale che avevo pensato come slogan da accompagnare al disegno. Il 21 settembre è la data mondiale per celebrare “The International  Day of Peace” —da due anni Restart Vzw si occupa di organizzare questo evento in Brussels e quest’anno l’attenzione è focalizzata sul tema dell’Educazione alla Pace— E’ troppo tardi per pensare ad altro e mi piace l’idea della composizione che ho tirato fuori in viaggio: uno Zio Sam pronto a premere il bottone rosso sulla Sirya mentre una donna israeliana in abiti succinti gli sussurra qualcosa nell’orecchio, sullo sfondo la Regina Elisabetta si beve un thè, tre cani con le fasce delle rispettive nazioni al braccio –zampe sugli occhi– sbirciano disobbedienti, un pastore tedesco ci dà le spalle mentre prova ad acciuffare banconote che piovono dal cielo, in basso a sinistra un foglietto animato completamente surreale con le stelle intorno alla parte alta che gli fa da capo a mò di corona (la piccola europa?!?) si affaccia sul mediterraneo che fuma all’altezza di Atene. Il tutto sovrastato dalla Morte in persona con tanto di cappuccio sul cranio ed una rosa in bocca, con le braccia aperte ed il mantello, nero come la notte.

Finito il concerto degli Yaaba Funk provo a “scollegare” Davide dal proiettore e mi perdo la performance di danza di Elisa (il tutto succedeva al piano di sotto, io ero sulla balconata e sarebbe bastato affacciarmi) ma non riuscivo a staccare gli occhi dal foglio, il disegno era pronto e domandava di essere inchiostrato! E’ quando attaccano i Mahali Rai Banda a suonare, con quei fiati dell’est che mi fanno ribollire il sangue, che senza indugi accendo il proiettore ed un foglio bianco (con delle leggerissime linee blu) si sostituisce alle immagini animate del VJ set.  Inizia così una performance di due ore in cui inchiostrerò prima con un pennarello e poi con il pennello questo delirio scaturito dal mio emisfero destro del cervello! Prima mi concentro sui contorni dei personaggi e poi inizio a dare del nero pieno con molta calma, ricordandomi di disegnare la Morte per ultima, verso la fine spunta qualche crivella petrolifera, faccio qualche correzione con la tempera bianca e disegno stelle sul mantello nero, stelle di speranza, ma anche bombe che piovono da chissà dove, riservandomi per la chiusura la scritta (che per fortuna mi ha corretto Marcella):

“In Which Night have we chosen to live Nightmares instead of Dreams?!?”

Gli ultimi ritocchi col pennello secco che sembra quasi grigio, un pò di rosso dato a sanguigna che mi ricorda lo sketchbook confezionato un anno prima (così come a dare un segno di continuità in qualche modo…) e la performance si conclude con un piccolo furto alla Jamaicana: “We don’t want war, we need peace & justice” scritto in piccolo in basso a destra proprio sopra la firma. Gli zingari stanno ancora suonando qualche pezzo fortemente ispirato ai Fanfare Ciocarlia sforando palesemente nella scaletta ed io libero di gironzolare per la sala ne approfitto e saluto amiche vecchie e nuove in questo mistone alcolico decisamente ben gestito, con una quantità innumerevole di Jupiler di cui la maggior parte prese fuori ad un qualsiasi ‘Night Shop 24h’, mentre i live lasciano spazio ai Dj Set, uno del quale accompagnato dall’esplosivo live drawing di FSTN superstar della street art brussellese… Chiude il tutto la selection di Bruno, only reggae classics che mi ricordano un po’ casa, ma io sono appena partito e non ho voglia di rientrare: mi aspettano il live degli Asian Dub Foundation in piazza, il centro internazionale della BD (la Bande Dessinee -striscia disegnata- i nostri fumetti!) ed il reading di Giuseppe che venerdì presenta il suo libro dissacrante sulla Sicilia ed i suoi luoghi comuni, accompagnato alla fisarmonica da Alida, mentre continuo con la sanguigna a farcire lo sketchbook dell’anno passato nella splendida location di Piolalibri, un caffè letterario (che dai snobberemmo perché a tratti è fighetto) ma a Bruxelles ci sta tutto -e poi ha il miglior vino della città- almeno a quanto dice Eleonora ed io mi fido, che lei ne capisce…

‘Au revoir Brussels’ mi prenoto per l’Antitapas?!?

Linkografia:

International day of Peace, Brussels https://www.facebook.com/pages/International-Day-of-Peace-Brussels/621500761205454?fref=ts
http://internationaldayofpeace.be/?page_id=164
Urbanmagic urbanmagic.wordpress.com
FSTN https://www.facebook.com/FSTNdraw
Mahala Rai Banda https://www.facebook.com/mahalaRbanda?fref=ts
Yaaba Funk https://www.facebook.com/YaabaFunkMusic
Centre Belge de la Bande Dessinée http://www.cbbd.be/fr/accueil
La Tentation https://www.facebook.com/latentationbxl
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