“Scrivere la città”. Libri che raccontano due realtà del mezzogiorno d’Italia

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Un ringraziamento particolare a Nicola Gesualdo per la disponibilità nel concederci l’articolo.

“Scrivere la città” è stato un incontro che ha dato spazio a racconti riguardanti le città, mischiando l’arte e la scrittura. Sono stati presentati i libri di Cyop e Kaf e di Lou Palanca; Napoli e Catanzaro. Continua a leggere

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Un lupastro a Brussels

Diario di viaggio di un compare

IDoP-flyerBrussels – Il Tucano mi ha chiesto di scrivere un “pezzo” sull’esperienza del 21 settembre scorso a Brussels. La scrivo adesso che sto lasciando la capitale d’Europa per raggiungere un amico, che non vedo da un pò, in quel di Amsterdam. Visto che se non scrivo crollo dal sonno come un clochard e l’autobus parte almeno fra due ore, quindi: non sarò breve!

Ho salutato Catanzaro la sera del 20 settembre, grazie al mitico autobus che ti lascia così –senza troppi complimenti- alla stazione romana di Tiburtina. Continua a leggere

Dentro e oltre il 19 Ottobre…

il manifesto di convocazione per il corteo del 19 Ottobre
il manifesto di convocazione per il corteo del 19 Ottobre
Il corteo del 19 Ottobre potrebbe aver segnato un nuovo punto di partenza nelle lotte sociali, grazie alle prospettive che ha  aperto riuscendo ad unire in un’unica piazza tematica diversi movimenti e varie istanze accomunate dal rifiuto verso i modelli sociali ed economici imposti in questi anni.  
 

Sin da quando mi sono messo in viaggio per Roma, ho iniziato a pensare al modo migliore per scrivere un articolo sulla giornata del 19 Ottobre. Continua a leggere

Achtung, “negazionisten”!!

 censorshipContinua a fare discutere il disegno di legge che mira ad istituire il reato di negazionismo. Appare chiaro che non sarà trattata solo la questione della Shoah, ma anche altri nodi irrisolti della storiografia con il rischio concreto di gettare una pesante ipoteca sulle ricerche future.

Finalmente il cerchio si è chiuso, o quasi.  Quello che non era riuscito a fare la più grande maggioranza  parlamentare eletta nella storia dell’Italia repubblicana, è riuscito  alla più grande maggioranza  parlamentare in generale, pazienza se non è stata eletta da nessuno. Era il Marzo 2010 quando il Pdl  attraverso l’asse Fini-Frassinetti cercava di risolvere delle controversie storiche mediante decreto legge, ma alla fine non ci riuscì. Invece oggi, come spesso succede nelle vicende italiote, sfruttando il gran clamore mediatico causato dai ( mancati ) funerali di Priebke,  una classe politica  che da mesi e mesi  disattende l’unico compito che gli era stato demandato, cioè un’adeguata riforma elettorale ( figurarsi se qualcuno  avesse speranze che ci  avrebbe tirato fuori dalla crisi), con la copertura mediatica di uno dei principali quotidiani ( “Il Corriere della Sera” ), è riuscita  in tale intento. È stata cioè  promulgata una normativa approvata dalla nuova Commissione Giustizia del Senato che prevede fino a sette anni di carcere per chiunque  dovesse negare “crimini di genocidio o contro l’umanità”.

Aldilà della formula neutra che ha consentito a Schifani di appellare questo  disegno di legge “di cosi’ grande civiltà”  ed a Napolitano di esultare definendolo “un’affermazione importante di attaccamento ai principi di libertà e tolleranza; prima di lasciarsi andare a facili entusiasmi, bisognerebbe analizzare adeguatamente l’intera questione.

In questi ultimi giorni, si è creato un gran polverone che ha prodotto il risultato di dare in pasto all’opinione pubblica la figura controversa del “negazionista”. Tout court, questo è diventato quasi uno spauracchio senza che nessuno si soffermasse minimamente a cercare di distinguere chi fa una bieca propaganda politica, da chi porta avanti con passione, sacrifici, professionalità e sempre meno finanziamenti pubblici, ricerche storiche metodologicamente corrette ( cioè consultando gli archivi pubblici e privati, confrontando le diverse testimonianze e rispettando tutte le altre norme per una buona storiografia ) che si pongono l’obiettivo di ricostruire un senza il sigillo di Stato per amore di verità e del proprio mestiere di storico.  Non è ancora dato sapere  quali sono gli argomenti destinati a diventare tabù per i ricercatori, nè chi sarà a decidere in merito.

Di sicuro, ci saranno le foibe menzionate a tal proposito dalla Commissione incaricata  e già da anni nel mirino della pubblica censura.  Appare alquanto bizzarro che siano stati citati in quanto “negazionisti” degli studiosi di fama internazionale che non negano, ma al limite contestualizzano tale vicenda, come il Prof. Joze Pirjevec (ma anche validi studiosi italiani come Giuseppe Aragno, Alessandra Kersevan, Sandi Volk,Claudia Cernigoi ecc. ), da un parlamento in cui la comunità accademica degli storici è a dir poco sotto rappresentata se non del tutto assente. Nè tantomeno è dato sapere se poi a qualcuno di questi onorevoli “attaccati alla libertà ed alla tolleranza” possa importare che tutt’ora il dibattito sulle foibe sia uno dei più serrati e lontani dall’aver risolto tutte le controversie e che la gestione della memoria ufficiale di quest’evento sia “appaltata” al segmento più reazionario delle parti in causa ( quali le associazioni di profughi ed esuli dalmati ed istriani molto vicini alle formazioni di estrema destra) e che ciò cammini di pari passo con la reticenza della nostra società ad accettare il carattere criminale del proprio colonialismo. Ma non finisce qui: molti storici cominciano a domandarsi se sarà ancora possibile affermare ad esempio che il comunismo non sia stato solo gulag ed epurazioni, che il fascismo non salì al potere per opera e virtù dello Spirito Santo, ma con l’appoggio effettivo ed incondizionato di molti settori della società italiana, e che a combatterlo quasi fino alla fine fu solo un’esigua quanto eroica minoranza della popolazione. E poi, questo ddl sarà valido anche per i genocidi che non riguardano da vicino il nostro paese, come ad esempio quello dei nativi d’America o quello degli armeni? per non parlare degli imbarazzi che potrebbe scaturire il parlare della  questione palestinese, e che ha già mostrato i prodromi nell’ “affaire Odifreddi”  su “Repubblica”.

La verità è che ci troviamo di fronte ad una pericolosissima operazione.  Più che ad un progresso di civiltà, di fatto assistiamo al tentativo di sdoganare il  reato d’opinione, un pericolosissimo attacco alla libertà di espressione e di pensiero che potrebbe avere delle ricadute nefaste su molteplici fronti. Innanzi tutto, sembrerebbe l’ennesima riprova dello svilimento della ricerca scientifica ed allo stesso tempo del valore dell’istruzione ( che ha già dovuto subire un altro attacco in seguito alla paventata eliminazione dello studio della storia dell’arte ), a conferma di quanto poco sia tenuta in considerazione lo studio della storia dalla classe dirigente del nostro paese. In quest’ottica infatti la storia viene interpretata non per la scienza che racconta e contestualizza il progresso dell’uomo dalla Preistoria ai giorni nostri, ma come uno strumento per la propaganda politica (del resto é questa la definizione fornita da Formigoni in un incontro pubblico del 2002). Ma ciò che è maggiormente preoccupante é che sembra davvero che stiamo imboccando la direzione del pensiero unico calato dall’alto e di fronte al quale si pretende un’accettazione acritica da parte dell’opinione pubblica che di fatto diverrebbe facilmente manovrabile, grazie ad una narrazione storica «di origine controllata» e scevra di qualsiasi riferimento che possa mettere in dubbio i dogmi ( neo) liberisti. Un fattore questo che non va sottovalutato, soprattutto quando all’orizzonte si profilano tempi durissimi e feroci attacchi alle condizioni materiali per la quasi totalità della popolazione. Una sorta di azione preventiva.

Inoltre, non va sottovalutato l’effetto collaterale che queste norme liberticide potrebbero innescare e di cui  un manifesto firmato da moltissimi storici già nel 2007 ( tra cui diversi storici di origine ebrea ) contro un’idea simile, proposta dall’allora Ministro della Giustizia Mastella per punire chiunque negasse l’esistenza della Shoah. Intorno ai «negazionisti» si creerebbe  il mito dello «storico perseguitato», perchè dotato di «idee non conformi», che saldandosi con  un complottismo sempre più dilagante e che a sua volta trova la sponda ideale nell’incontrollabilità  della rete, (in cui effettivamente gira di tutto senza che vi si possa attestare la veridicità dei contenuti e le fonti di origine), finirebbe per dare maggior risalto e pubblicità a chi nega l’Olocausto attraverso teorie a dir poco discutibili. E’ proprio questo il punto che non si vuole capire: penso che  la migliore risposta sia che solo lo studio, seguendo le norme più corrette della storiografia, tali da produrre risultati incontrovertibili dia la capacità critica di discernere i vari avvenimenti senza appiattirli l’uno sull’altro, rendendoci anche in grado di poter smascherare gli impostori che si fingono storici sia chi ha una sempre maggiore inclinazione verso teorie del controllo totale.

SITOGRAFIA:

http://www.storicamente.org/02 negazionismo.htm

Buon compleanno “Sally Brown”!

Sabato 5 Ottobrsally logoe, centinaia di persone sono accorse per festeggiare i 15 anni del “Sally Brown”; molto piu’ di un semplice pub, uno dei luoghi ormai  piu’ “caratterizzanti” dello storico quartiere di  San Lorenzo in cui poter coltivare un’idea diversa della vita e di questa società senza rinunciare al divertimento

 

 
Se qualcuno per puro caso, nell’approcciarsi a questo blog, avesse letto  per prima cosa  il “chi siamo” e poi, soffermandosi su questo primo contributo, avesse storto il naso pensando che si tratti di un argomento frivolo o “poco impegnato”, evidentemente o non conosce bene il “Sally Brown”, o non conosce il sottoscritto. Né tantomeno puo’ comprendere pienamente cos’ha rappresentato e rappresenta  nell’immaginario di un’intera generazione di aspirante teppa urbana quel posto, tappa fissa di tour romani adolescenziali mentre si era alla scoperta del mondo, attraverso le prime manifestazioni, i primi concerti e piu’ in generale le prime esperienze di vita vissuta e le contaminazioni “stilistiche”  che avvenivano grazie all’incontro con persone che hanno fatto la storia delle sottoculture in Italia.

A riprova, l’ennesima, del fatto che sia un qualcosa di molto piu’ di un semplice pub, ( o per meglio dire, del primo rude-pub d’Italia ) ci sono le quasi quattrocento persone di tutte le età che non sono volute mancare a questa serata, nonostante ci fosse Inter-Roma e nonostante l’inconveniente di un black-out lungo oltre un’ora che comunque non ha fatto desistere quasi nessuno dei presenti. In fin dai conti, come si ironizzava all’esterno del locale, durante la pausa forzata, episodi come questi sono in linea con l’etica di un posto ruvido ed alieno ai ghirigori che ci sarebbero sicuramente stati per una celebrazione simile in ambienti piu’ ( radical ) chic.

Sono proprio queste le ragioni che lo hanno reso il ritrovo dei “brutti e maledetti” della capitale, un  vero e proprio caposaldo nella mappa della Roma che si ribella e che resiste di fronte all’avanzare di una reazione travestita da progresso e delle speculazioni (tanto edilizie quanto culturali) che cercano di fare tabula rasa, ma che puntualmente si infrangono su quella serranda dove campeggia l’elmo troiano ed al cui interno si fondono momenti di svago e divertimento a situazioni di impegno sociale. Sono frequenti, infatti le presentazioni di libri, le cene di solidarietà e tante altre iniziative per dare maggiore vitalità ad una San Lorenzo che di questi tempi ne appare proprio bisognosa, e che proprio per questo, per l’occasione ha sfoggiato una sorta di formazione All-Stars tanto negli avventori della serata, tanto nei dj che hanno saputo svariare nelle loro selezioni passando pezzi che hanno toccato tutti i generi “classici” dallo ska all’oi!

Sono proprio situazioni come queste che hanno reso il Pub di Via degli Etruschi una sorta di meta di pellegrinaggio per i kids del resto d’Italia e d’Europa, molti dei quali hanno sfruttato la festa di sabato 5 Ottobre per ritrovarsi nuovamente insieme ed ascoltare un po’ di musica dal vivo offerta per l’occasione dai Contromano e dai Klaxon che hanno fatto traboccare il locale pieno come un uovo durante il loro live. Tuttavia da contraltare le stesse situazioni lo hanno reso un posto inviso agli occhi di chi non ha a genio un tale sviluppo dell’autonomia di pensiero e di chi teme la forza del connubio lotta-allegria identificando il pub come  un posto “scomodo”, un obiettivo da colpire, anche attraverso la vigliaccheria,  ma che ha sempre trovato di fronte a sé una reazione determinata perché il “Sally Brown” sembra essere fatto dello stesso materiale delle mura che circondano S.Lorenzo e come queste, destinato a resistere nel tempo.

Per questo e per molto altro non si puo’ che augurarsi di presenziare a molti altri di questi compleanni per  gridare “Lunga vita al “Sally Brown”!!”