“Non è che siamo tornati, non ce ne siamo mai andati!”. 1 Giugno : San Leonardo Block Party

 

Un’iniziativa che nasce dal nulla, solo per la voglia di non stare con le mani in mano e sebbene siamo consapevoli che nessuno è profeta in patria, siamo fieri di poter dare il nostro piccolo apporto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì primo Giugno, Catanzaro tornerà a ospitare un block-party che non si esaurirà nella pratica di vedere tanti writers giovani e meno giovani fare un graffito comune su un muro, per quanto quel muro, al bocciofilo di San Leonardo, rappresenti molto per tutti noi. Continua a leggere

Beat e Millenials, generazioni precarie a confronto.

Immersi nella precarietà dei nostri tempi, la ricerca di un paragone con quella che fu molto più di una semplice generazione salita alla ribalta, genera suggestioni, speranze e rimpianti per quello che era allora, ma non adesso.

 

Fu Jack Kerouac, autore di On the Road, a coniare per primo il termine Beat Generation. Il Beat è l’abbattuto, lo sconfitto, l’uomo schiacciato dal suo tempo. Quale altro nome avrebbe potuto definire meglio la generazione di giovani subalterni dell’America del dopoguerra? Ma la parola ‘’beat’’ non indica solo la condizione di subalternità dei giovani del tempo ma anche uno stato di beatitudine, un’attitudine positiva nei confronti del mondo, in qualche modo l’entusiasmo e l’energia, la voglia di farsi ascoltare. La Beat Generation trovò insomma a suo modo le parole e le narrazioni giuste per esprimere la situazione politica e sociale dell’America degli anni ‘50, ma anche la necessità collettiva ed individuale di riscatto, il rifiuto di ogni conformismo.

‘’…everything is going to the beat – It’s the beat generation, its béat, it’s the beat to keep, it’s the beat of the heart, it’s being beat and down in the world’’ (Jack Kerouac, Desolation Angels’’)

La precarietà trova spazio e si esprime attraverso l’arte, la letteratura, abitudini di vita fuori dal comune. I Beat fuoriescono dal selciato, invadono spazi mai percorsi, creano sentieri, guidati da rabbia e allo stesso tempo da entusiasmo. Se da una parte infatti questi sono gli abbattuti, gli uomini schiacciati dalla vita, d’altra parte essi sono gli inventori di un modo di essere alternativo, di un nuovo paradigma. Le narrazioni dei Beat sono l’espressione di un’esigenza e un malcontento sociale comuni, sono narrazioni nelle quali non è difficile immedesimarsi. Continua a leggere

Largo alla Teppa!

Il gran giorno è arrivato! Godiamoci il festival e chi non viene… E’ un turista tedesco!

 

 

 

Di per sè, un festival dedicato alle resistenze metropolitane e organizzato a “La Sapienza”, a ridosso dell’anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo, non avrebbe bisogno di ulteriori compendi o legittimazioni.

Invece, i fatti accaduti negli ultimi tempi, dalle misure cautelari applicate ai danni di tredici antifascisti per  la mobilitazione contro Casapound dello scorso 21 Maggio,  all’approvazione definitiva di un decreto liberticida  che in nome dell’ideologia del decoro comprime come mai prima d’ora nel dopoguerra le garanzie democratiche e criminalizza tout-court il dissenso al nuovo corso neo-liberista, passando allo squallido teatrino milanese  con l’autorizzazione a un corteo in memoria dei repubblichini proprio il 25Aprile e il “kit dei partigiani dell’UE” promosso dal PD locale, sovraccaricano di significati anche lo stesso festival e lo rendono ancora più di vitale importanza. Continua a leggere